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   Cultura Società Economia

martedì 29 marzo 2016

Unioni civili e adozioni: un grande disordine

di Raffella Candoli

Ildibattito intorno alla famiglia e alla genitorialità vive momenti caldi econtroversi, nelle piazze, in politica e nelle coscienze di ciascuno. E’all’esame del Parlamento la proposta di legge Cirinnà su “Disciplina dellecoppie di fatto e delle unioni civili”; il decreto prevede anche per coppieomosessuali la step child adoption (adozione del figlio legittimo del partner)e, dunque, s’affaccia il timore che ciò possa favorire il ricorso ad “uteri inaffitto” per cercare una paternità (o anche una maternità) impossibile per vienaturali.

Mentresi discute in sedi istituzionali e non, la società e la scienza sono molto piùavanti e situazioni temute o ipotizzate sono già un dato di fatto. Vent’anni faera inimmaginabile la crioconservazione di ovuli e spermatozoi, oggi si nasceanche con lo sperma del padre morto da anni, si feconda l’ovulo messo “infrigo” quando la mamma era giovane; donne anziane concepiscono in provetta edanno alla luce un figlio. La cronaca d’oggi ci parla di Christian e Milena,protagonisti del documentario “Un amore transgender”: lui era lei elei era lui e dopo il cambio di sesso desiderano un erede. Ci sono tuttavia,domande spontanee che dividono l’opinione pubblica: l’essere genitori è undiritto? Perché, se il concepimento e la nascita di un figlio sono, per lamaggioranza delle coppie tradizionali un evento naturale, altri, per ragioni biologichene sono esclusi? Questa esclusione rappresenta una condanna definitiva o si puòporre rimedio a ciò che la natura non ha concesso? Possono essere buoni genitoridue persone del medesimo sesso? Ci sono limiti da non oltrepassare e chi devestabilirli?  

Nelperiodo 2010-2013 in Italia sono diventati figli oltre 4mila bambini conl’adozione nazionale e 14mila grazie a quella internazionale; quest’ultima è piùpraticata perché nel mondo c’è maggiore “offerta” di minori in statod’abbandono, ma comporta spese spesso esorbitanti e l’obbligo di dare incaricoad un ente di mediazione. E’ comunque la forma legale prevalente (soventetravagliata), per garantire una famiglia ad un bambino che ne è privo. Lacoppia, sposata da almeno tre anni, e con non più di 40 anni di differenza (calcolatisul più giovane dei coniugi purchè tra i due non intercorrano più di 10 anni didifferenza) deve essere ritenuta idonea dai servizi sociali e dal Tribunale deiminori. Iter doveroso, ma lungo, con colloqui talvolta invasivi, analisimediche e documentazione varia che ha un tempo di scadenza e non è inconsuetoche i coniugi debbano rifare tutto d’accapo prima dell’abbinamento con unbambino che attenderà da due a quattro anni o anche più. Infine, i due partonoper una meta presso cui l’ente è accreditato, dove si resta un mese circa,sempre che nel frattempo (vedi Congo, Russia e Bielorussia, esempi recenti) ilPaese non blocchi le procedure in corso. Gli Enti autorizzati sono unsessantina, strutturati come Onlus hanno difformità di costi, il che creadisorientamento. Su tutto il meccanismo sovrintende la Cai (Commissione per leadozioni internazionali) cui spetterebbe un ruolo centrale nel rapporto coiPaesi d’origine dei bambini e una continuità al vertice, impossibile daassicurare poiché, essendo sotto l’egida della Presidenza del Consiglio decadee cambia ad ogni nuovo Governo. 

Dunque,la genitorialità adottiva è realizzabile in base a tanta pazienza, capacità “attitudinali”,ma anche grazie ad un discreto reddito. Nonostante ciò l’Italia è tra i primi Paesial mondo per numero di minori adottati e un modello per l’accoglienza di specialneed, minori con bisogni speciali. Negli ultimi anni si registra un cambiamentonella tipologia degli adottati, (ma anche delle coppie, in età sempre piùmatura), sia perché sono destinati all’adozione ragazzini grandicelli, siaperché hanno problematiche psicologiche o sanitarie. Cina, Etiopia, Ucraina eHaiti risultano essere, nel 2014, i primi paesi d’origine degli adottati. Dall’adozionesono esclusi i single, salvo quando tra adottante e adottando sia in atto unlegame d’affetto consolidato.

Rispettoa tutta la burocrazia descritta e insieme ad una mentalità che considera piùfiglio quello nato dalla pancia, perché  nonricorrere all’inseminazione artificiale, la cui percentuale di successo è increscita? La procedura non richiede per legge idoneità psicologica, deve peròessere omologa, perché la legge 40 del 2004 vieta l’eterologa in Italia.Tuttavia basta, avendone capacità economiche, andare in Spagna, metaprivilegiata del “turismo riproduttivo”, che consente anche a donne single, ovodonazione,embrio-donazione e anonimato dei donatori. Da questa procedura allora sonoesclusi i gay maschi! Citiamo ancora la cronaca recente che ci mostrainterviste, foto e servizi tivù di coppie di omosessuali, danarosi, divenuti padrifelici, (Vendola, leader di Sel, papà in Canada! n.d.r). Gli eventi si compionoin America, ad un costo non inferiore ai 300mila euro, dove l’eterologa è legalee il figlio iscritto all’anagrafe come cittadino americano, figlio di un padree di un padre. Tornati in Italia, i genitori devono ottenere il riconoscimento delcertificato di nascita del bambino e dell’attestazione di genitorialità. Lacoppia potrebbe essere accusata di alterazione di stato di nascita, reatopunito con la reclusione da tre a dieci anni. Ma la Corte costituzionale hadichiarato che solo il Tribunale per i minorenni ha giurisdizione sullequestioni di potestà sui minori. Finora, non ci sono state condanne.

Davantia tali equilibrismi non pare un controsenso che l’adozione di un maggiorennestraniero da parte di una coppia eterosessuale (atto tra persone mature econsapevoli) non sia legittimante, che l’adottato non diventi parente deiparenti dei genitori, conservi la propria nazionalità e non possa assumere ilcognome degli adottanti, se non dopo 5 anni, o più, e una volta ottenuta lacittadinanza italiana? Mah!


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