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   Cultura Società Economia

martedì 29 marzo 2016

Ampia fiducia

di Guido Pedrelli

In tanti negli ultimi mesi si sonointeressati della Cassa di Risparmio di Cesena e di riflesso della FondazioneCassa di Risparmio di Cesena.

Non sempre e non tutti sanno che i duesoggetti sono autonomi e non sovrapponibili. E molti non ne conoscono i compitie le funzioni specifiche.

Soprattutto i piccoli risparmiatori echi non si interessa e non tratta di finanza.

Ringrazio Energie Nuove che mi hachiesto di scrivere su questo argomento, dandomi l'occasione di chiarire, perquanto possibile.

La Cassa di Risparmio di Cesena, che inseguito per comodità chiamerò CRC, è una banca di diritto privato che esercitail mestiere di intermediazione finanziaria. Cioè raccoglie depositi e prestadenaro a singoli e ad aziende con lo scopo di incentivare l'economia e riaverlocon un margine di utile. Elementare si dirà, ma non per tutti. Infatti negliultimi tempi si è equivocato sui fini della banca. Ma su questo ritornerò inseguito.

Dal 1992 CRC è una società per azioni,come molte imprese; le azioni costituiscono il capitale sociale, che èposseduto per il 48% dalla Fondazione di Cesena, per 12% dalla Fondazione diLugo e per il 6% dalla Fondazione di Faenza. Il restante 34% è detenuto da 13.200 soci privati, che per il 75% hannomeno di 500 azioni.

Le Fondazioni bancarie sono nate conuna legge del 1990. Lo scopo e lo spirito della riforma (nota anche come“Amato-Carli” dai nomi dei promotori) erano quelli di privatizzare il credito edi porre il sistema bancario italiano in grado di affrontare la concorrenza dellebanche straniere che sarebbero entrate sul mercato nazionale a seguitodell’abbattimento delle barriere a livello comunitario.

Le vecchie casse di Risparmio sonostate scisse in due enti: le fondazioni e le banche trasformate, come detto, insocietà per azioni da enti pubblici economici che erano sino a quel momento.

Al momento dello scorporo le fondazionierano proprietarie del 100% dell'azienda banca. In seguito  molte hanno dismesso parte o la totalitàdelle azioni bancarie, investendo il ricavato altrove.

Le Fondazioni, come prima le Casse diRisparmio, non sono proprietà di nessuno in particolare.

Al momento della separazione frafondazione e banca, i soci della vecchia CRC, che non erano proprietari della Banca, ma venivano nominati per meriti personalie/o in quanto rappresentativi di entità economiche e morali, sono divenuticomponenti dell’Assemblea della neonata Fondazione.

La nuova Assemblea, in seguito, haapprovato un nuovo statuto e riformato la governance,  oltre all’Assemblea, organi della Fondazionesono: il Consiglio Generale (che svolge funzioni di “indirizzo”), il Consigliodi amministrazione (competente per la gestione dell’ente), il Collegio deiRevisori (in sostanza i sindaci)  e ilPresidente.

LaFondazione è una persona giuridica privata non-profit, che persegue scopi diutilità sociale e di promozione dello sviluppo economico.

La Fondazione incassa pro-quota idividendi della banca partecipata, in misura uguale agli  altri azionisti, pubblici o privati.

Gli stessi che hanno tutti gliazionisti di società in cui detengono partecipazioni. Ad esempio, approva ibilanci e nomina, in forza del suo peso, la maggioranza (non tutti) dei membridel Consiglio di Amministrazione.

Il 22 aprile 2015 è stato firmato un“Protocollo d’intesa” fra l'ACRI (Associazione di categoria delle Fondazioni) eil Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) che regola anche alcuniaspetti  destinati a incidere suirapporti fra Fondazioni e Banche conferitarie, ossia, nel nostro caso la CRC.

I paragrafi più importanti sono:

-entro il 2020 le Fondazioni devonodiversificare adeguatamente i propri investimenti e, come conseguenza, perdereil controllo delle banche (chi ancora lo detiene). Più precisamente, dismettereazioni della banca fino a un massimo residuo che non superi 1/3 del proprioattivo.  Esempio: se la Fondazione haun  attivo  pari a 100, la parte investita nella banca (oin un altro singolo soggetto) non deve superare 33.

-I membri degli organi della Fondazione- Presidente, Consiglio di Amministrazione, Consiglio Generale e Collegio deiRevisori - non possono ricoprire una carica nella Fondazione (in qualunqueorgano svolta) per più di due mandati consecutivi (potranno essere nuovamentenominati dopo un periodo di vacanza di almeno tre anni). Questo limite da unlato è positivo perché favorisce il ricambio generazionale e impedisce chesingole persone rivestano la stessa carica oltre ragionevoli limiti temporali;dall’altra, tuttavia, conteggiando i mandati in qualunque organo svolti, nonconsente di beneficiare dell’esperienza maturata da una persona, ad esempio,nell’organo di indirizzo per svolgere poi la funzione di amministratore. Forsesarebbe stato opportuno un maggiore equilibrio.

-Le stesse persone non possono esserecandidate e votate dalla Fondazione per l’assunzione di cariche nella societàbancaria conferitaria prima di un anno dalla cessazione delle funzioni pressola Fondazione. E, viceversa, chi è stato componente di un organo  della Banca non può assumere cariche nellaFondazione prima di un anno. Il limite é di due mandati consecutivi inqualunque organo svolti

Il Protocollo cui hanno aderito tuttele Fondazioni obbliga la Fondazione di Cesena a dismettere entro il 22 aprile2020 gran parte della partecipazione in CRC, che attualmente rappresenta pocomeno dell’85% dell’attivo.

La Fondazione CRC da  oltre un anno ha dato incarico a un advisoraltamente professionale, ancora prima del Protocollo del 22 aprile 2015, diindividuare un partner della Cassa di Risparmio, banca o assicurazione, ingrado di supportarne il rafforzamento patrimoniale e lo sviluppo e, nelcontempo, disponibile ad acquisire azioni delle Fondazioni (di Cesena, Lugo eFaenza) che potranno così diversificare il patrimonio.  Le note difficoltà dell’economia, dellafinanza e dei mercati borsistici e le trasformazioni che hanno interessato ilsistema bancario non hanno consentito sinora di concretizzare la ricerca       

Si é parlato molto negli ultimi tempidella solidità della CRC. Dopo la vicenda della quattro banche ex commissariatee la nuova legge del bail-in,  si ècreato un clima di sfavore verso le banche. Inoltre la CRC che ha dovutocontabilizzare perdite su crediti, peraltro interamente coperte con le propriecospicue riserve, darà corso prossimamente a un aumento del capitale socialefinalizzato a incrementare le risorse patrimoniali.

La CRC è una banca sana che opera sulmercato in tutta sicurezza.  La soliditànon deve preoccupare nessuno. Prova ne sia che, non obbligata, ha rimborsato il18 dicembre 33 milioni agli obbligazionisti.

Quanto alla perdita di valore delleazioni e alla difficoltà di smobilizzarle, si tratta di un fenomeno comune atutte le banche, non soltanto italiane ma di tutta l’Europa.

Il risultato dell’esercizio 2015 dellaCRC sarà noto con precisione soltanto quando sarà convocata l'assemblea chedovrà approvare il  bilancio.

Tuttavia, poiché la Banca d'Italia haimposto accantonamenti a riserva per eventuali perdite su prestiti  per una cifra elevata (facendo ricorso acriteri valutativi di estrema prudenza), si deve presumere che il bilanciochiuderà con una perdita importante, non diversamente da quanto è accaduto amolte altre banche, anche di rilievo nazionale, che hanno poi dovuto realizzareaumenti di capitale per cifre monstre.

E’ comunque giusto ricordare che laCassa da sempre finanzia lo sviluppo del territorio.

Le zone industriali, artigianali,commerciali sono state tutto supportate dalla Cassa. Per non parlare dei mutuiai privati, alle famiglie, alle piccole e medie aziende. Lo sviluppodell'economia del nostro territorio  è inbuona parte merito della Cassa. Anche per questo, oltre che per la suasolidità, merita la più ampia fiducia.


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