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   Cultura Società Economia

mercoledì 30 marzo 2016

Le esigenze infrastrutturali delle imprese

di Massimo Balzani

La discussione di questi ultimi giornisulla cosiddetta “Via Emilia Bis” apre le porte a una questione che lascia ampimargini di discussione: le infrastrutture della provincia di Forlì-Cesena.

Per approfondire la questione, abbiamofatto una chiacchierata con il Dott. Massimo Balzani, Direttore diConfindustria Forlì-Cesena.

La Via Emilia Bis è un’infrastrutturanecessaria. La circolazione tra Forlì e Cesena è troppo spesso congestionata eoccorre trovare una soluzione efficace anche per il traffico merci.

La Via Emilia Bis nasce inizialmentecome appendice di quella che sarebbe dovuta diventare l’autostrada E55-E45,l’Orte-Mestre per intenderci. Per questo progetto, al momento, non ci sono lerisorse economiche, ma ciò non diminuisce l’importanza e la strategicità delcollegamento Forlì-Cesena. Il nuovo collegamento è fondamentale non solo per laviabilità ordinaria, ma soprattutto per il traffico pesante collegatoall’attività industriale.

La proposta di recente presentata dalleAmministrazioni interessate di Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro e Cesena, avrebbeun costo molto più limitato del passato, pari a circa 50 milioni di euro, e nonsarebbe a pedaggio.

Fattore ancor più importante,consentirebbe anche un collegamento veloce con il porto di Ravenna.

Inoltre, ragionando sempre in terminidi viabilità provinciale, occorre non dimenticarsi dell’E67, il collegamentoForlì – Castrocaro – Firenze. È un tratto stradale prezioso per la nostraprovincia che però salta meno agli onori delle cronache e quindi viene spessodimenticato.

Per quanto riguarda il trasportoferroviario qualcosa si sta muovendo positivamente. Innanzitutto lavelocizzazione della linea adriatica con la rimozione delle due anse che sitrovavano all’ingresso e all’uscita della stazione di Forlì ha notevolmentemigliorato la viabilità di tutti i treni che circolano da Nord a Sud sullacosta adriatica. Il 22 novembre scorso si è concluso il cantiere che haeliminato i due punti che riducevano la velocità massima dei treni e aggiornatola linea alle nuove esigenze tecnologiche. Allo stesso modo, l’ammodernamentodella stazione per rendere Forlì un punto di sosta dei treni ad alta velocità èun fattore assolutamente positivo.

Passando invece al trasporto merci,l’accordo tra LOTRAS e RFI per il potenziamento dell’interporto modale di VillaSelva offre enormi possibilità per le imprese del territorio. LOTRAS è in gradodi gestire una rete logistica di trasporto merci su rotaia che si dirama intutta Europa e Villa Selva, grazie all’ampliamento del numero dei binari chepasseranno da due a otto, diventerà un nodo fondamentale, un punto dicollegamento strategico tra l’Italia e l’Europa. Far viaggiare le merci surotaia anziché su gomma comporta un risparmio di costi notevole e poter contaresulle capacità e sulla professionalità di LOTRAS mette le aziende forlivesi ecesenati nella vantaggiosa condizione di poter sfruttare al meglio questepossibilità.

Quella dell’aeroporto rischia didiventare un’opportunità sprecata. Disporre di un’infrastruttura del genere enon riuscire a metterla nella condizione di farla funzionare è un lusso che nonci possiamo permettere. Sull’aeroporto di Forlì ci sarebbe molto da dire eservirebbe una chiacchierata a parte. In quest’occasione mi preme semplicementefar notare che, negli anni di attività, l’aeroporto forlivese ha dimostrato diavere tutte le caratteristiche per essere il naturale complementare di quellodi Bologna. Nonostante il piano di investimenti master plan 2008-2030 che prevede un ampliamento della capacità digestione dei passeggeri del Marconi fino a 10 milioni l’anno, le previsionisulle esigenze di volo a medio termine parlano di un numero di richiesteannuali superiore ai 18 milioni. Occorre trovare una soluzione perridistribuire gli 8 milioni in eccesso per evitare che questi passeggeri vadanoa cercare voli fuori Regione. Come dicevo, negli anni di attività il Ridolfi hadimostrato di essere la complementarietà perfetta per Bologna, cometestimoniato dal piano proposto da Ryan Air che intendeva fare di Forlì il suoquarto scalo italiano. Purtroppo, confidando sulla gestione unica dei quattroaeroporti emiliano-romagnoli promossa dalla Regione, la precedente gestioneforlivese non ha dato il tempo agli investimenti di ripagarsi e, nel momento incui è tramontata l’idea dell’unica gestione regionale, il Ridolfi non era piùin grado di sostenersi.

Ora è fondamentale che a Forlì si tornia volare quanto prima perché oltre ad essere una preziosissima risorsa per leimprese, a livello macroeconomico un aeroporto riversa sul territorio unindotto molto elevato.

Esatto. Quello del digital divide“dietro casa” è un tema che spesso passa sottotraccia ma che costituisce unfreno intollerabile alla competitività delle imprese. I municipi dei comuni sonocollegati dalla connessione in fibra ottica da oltre vent’anni mentre moltedelle nostre aree industriali ancora non lo sono.

Confindustria Forlì-Cesena si èimpegnata per trovare, insieme ad alcune imprese associate e per iniziativa deipartner istituzionali come il Comune di Bertinoro e come  la Camera di Commercio Provinciale,investitori che sottoscrivessero il progetto di diffusione della fibra otticanella zona industriale di Panighina. Ce l’abbiamo fatta e i lavori di cablaggiosono partiti. Ora stiamo cercando di fare lo stesso per le aree industriali diVilla Selva e Coriano a Forlì. Stiamo anche individuando altre aree produttivenel distretto di Cesena in cui vogliamo intervenire: Pieve Sestina, Torre delMoro, Case Castagnoli ma anche Bora e Mercato Saraceno.

Questa iniziativa porta un grandissimovalore aggiunto anche a tutta la collettività, visto che 12 linee in fibra sonoriservate alle amministrazioni locali affinché le utilizzino per la videosorveglianza o per altri servizi. È evidente che pensare che un’Associazione dicategoria sia in grado di risolvere la questione da sola è a dir pocoriduttivo. Serve il sostegno delle istituzioni che devono ricordare chel’accesso a un collegamento a internet performante è un’esigenza infrastrutturaleal pari di quelle legate alla mobilità.

 


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