Per visualizzare il contenuto occorre scaricare Adobe Flash Player

Get Adobe Flash player

Home
|  domenica, 27 maggio 2018
|  domenica, 27 maggio 2018

   Cultura Società Economia

venerdì 14 ottobre 2016

Funere mersit acerbo

di Luca Ferrini

Eutanasia.Parola composta, matrice greca. Il prefisso eusta per ‘buono’, ‘dolce’, e si attacca a tanatos.Un vocabolo dal suono che fa paura, che significa ‘morte’. L’eutanasia è,perciò, letteralmente, la «dolce morte». Che pare un ossimoro. Come può essere,la fine della vita, qualcosa di dolce? Difficile. Anche perché non sappiamocosa ci aspetta dopo.

Tuttavia,anche se non proprio dolce, potrebbe per qualcuno figurare come male minore.Meglio spegnere la luce piuttosto che soffrire: non sarà bello morire, mapotrebbe essere una bella liberazione. Socrate diceva: non abbiate timore dellamorte, essa è il nulla. Niente gioia ma anche niente patimenti. Polvere siamo epolvere ritorneremo. Lo dice anche la Bibbia (Genesi 3:19).

Giàli sento i miei amici credenti: togliere o togliersi la vita è contro la leggedi Dio. In realtà il Libro Sacro non condanna mai il suicidio. Ne cita cinque casi: Abimelec (Giudici9:54), Saul (Samuele 31:4), loscudiero di Saul (Samuele 31:4-6), Aitofel(Samuele 17:23), Zimri (Re 16:18) e Giuda (Matteo 27:5). Tutte persone particolarmente cattive. Solo di Giuda,però, sappiamo con certezza che non era destinato alla Candida Rosa. Ma nonperché s’impiccò o perché tradì Gesù (lo stesso San Pietro, il prediletto, lorinnegò tre volte); perché non si pentì della sua delazione.

Quindi è la Chiesa, con la sua interpretazione delleSacre Scritture, ad aver elaborato, nei secoli, una condanna agli inferi perchi si toglie o si fa togliere volontariamente la vita. Gesù non parlò mai diqueste cose. Aveva altro a cui pensare: la gente moriva di bacilli che oggisconfiggiamo con un’aspirina. L’età media era bassissima, non c’era tempo diragionare sull’eutanasia: la vita era un lampo.

La Chiesa è contraria per due ragioni: primo, perchéla vita, dicono, non è del singolo ma è di Dio che ce l’ha donata (allora, forse,sarebbe più corretto dire che ce l’ha «prestata»… se no, se non possiamodisporne a piacimento, che regalo è?); secondo, perché la sofferenza dell’uomoè anche la sua redenzione, il passaggio necessario per guadagnarsi la vitaeterna: smettere di soffrire per propria volontà sarebbe troppo comodo. Se Diovuole che soffri, devi resistere fino all’ultimo. Se no, nisba, nienteParadiso.

E se io, non credente - o credente non convinto dellalettura della Chiesa sul punto - pensassi che concepire questa vita come unasofferenza finalizzata a star meglio in un’altra vita fosse una scommessa troppoazzardata? Insomma: se è un mio diritto non credere, perché devo vivere in unPaese che si professa laico e che invece mi fa subire un’interpretazione diparte? E non un’interpretazione di parte su qualcosa di lontano da me, che nonmi riguarda, ma un’interpretazione di parte sulla mia stessa esistenza.Sull’essere a questo mondo o stare sottoterra. E scusate se è poco.

Perché, se io non credo che la mia vita appartenga aDio, ad Allah o a Jahvé, non posso spingere un bottoncino e spegnere –dolcemente – la mia vita?

Dice: perché i credenti sono la maggioranza e, perloro, permettere l’eutanasia sarebbe come permettere l’omicidio (la vitaappartiene a Dio, devi soffrire fino all’ultimo, e bla bla bla). Perciò, lorouna legge che consenta di lasciare questa valle di lacrime quando si vuole nonla possono approvare. Non è moralmente (religiosamente) accettabile.

Lettura volgare, questa: un diritto soggettivo esisteanche se la maggioranza non lo condivide. Per questo esistono le Costituzioni:perché quando la maggioranza diviene tirannide, bisogna intervenire: ci sonolibertà che vanno garantite fregandosene delle maggioranze. E’ questo il veroStato di diritto. Che garantisce un equo processo al peggiore dei criminali,evitando che venga lapidato in piazza. E che concede la libertà di spegnere lapropria esistenza a chi lo desidera. Perché rispetta allo stesso modo tutte lefedi e chi non ne ha alcuna.

Si dirà: ma se uno proprio non ce la fa più, non puòsempre suicidarsi? Ci sono tanti modi. Perché deve essere assistito dallo Statonel farlo? Eh, no. L’eutanasia è una cosa profondamente diversa dal suicidio.Personalmente non esecro nemmeno questo, ma l’eutanasia è l’esito di unprocesso unico ed irripetibile. Arriva solo al momento in cui la scienza siarrende. Quando non c’è più niente da fare.

E’ un cammino, non è una fuga.

E’ l’affermazione di un diritto di fatturasquisitamente umana. Gli Stati più civili del nostro, che la consentono,prevedono un’équipe di medici cheaccompagna il malato. Che alza le mani di fronte all’inevitabile. Tale umanissimalegge concede un tempo ragionevole per pensarci e ripensarci, fino all’ultimoistante. Concede la libertà suprema di premere un bottone e zac: farla finita.

Cosa c’è di più dignitoso, di più meravigliosamenteumano di vivere in una comunità che ti riconosce il diritto ad andartene atesta alta. Come se i tuoi concittadini ti dicessero: bene, non c’è più nienteda fare, hai dato tutto quello che potevi. Alla tua famiglia, ai tuoi figli, aituoi colleghi, al tuo Paese. Ora puoi andare. Grazie di essere vissuto. Premiquel pulsante, noi capiamo la tua sofferenza e la rispettiamo. La terra ti sialieve.

E’ l’atto più generoso che una civiltà possa garantire.E’ la compassione più profonda quella che guida la mano dello Stato che ticonsente la «buona morte». Perché la esorcizza. Perché in qualche modo la rendemoralmente dolce, senza sensi di colpa. La rende, appunto, un diritto.

Perciò, amici credenti: la misericordia (è l’annobuono, no?) passa anche dall’eutanasia. Iddio dovette accettare per suo Figlio una«cacotanasia» (una ‘brutta morte’) sulla croce per salvare l’Uomo. Non credo perciòche, nella lotta contro il Male che ci circonda, l’Onnipotente sarebbecontrario alla «dolce morte» di un altro suo figlio, che ha già troppo soffertoe che desidera solo un po’ di pace. Anzi.


Commenti [0] |

  
 
 



 
Giornali on-line Il Corriere Romagna
Il Corriere della sera
La Repubblica
La Stampa
Il Riformista
Il Foglio
Terza Repubblica
Il sole 24 ore
L'Espresso
La Voce.Info