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   Opinioni

lunedì 23 novembre 2015

Rete oncologica Romagna. Fare presto e bene


Torniamosulla sanità. Sull’Asl unica di Romagna, finalmente insediatasi da alcuni anni,e adesso davvero in moto per riordinarsi e ristrutturarsi in quella granderealtà curativa ed assistenziale che può essere, migliorando un già elevatolivello sanitario. Nuovo Direttore Generale è Marcello Tonini. È stato Dgdell’Asl di Rimini (quando ancora erano quattro le Asl in Romagna). Fu nominatoDg dell’Irst (Irccs). Ci sono state le elezioni regionali e la nuova giunta(nuovo Presidente e nuovo Assessore alla sanità): lo hanno nominato DirettoreGenerale dell’Asl romagnola. Dopo un decollo iniziale della nuova Azienda (conil precedente Dg De Dorides) totalmente inappropriato alla sfida di taleimportante novità. Marcello Tonini è partito mettendo a punto un Pianodifferente da quello che era stato in precedenza improntato: non era  un piano di riorganizzazione, ma di“sistemazione” di posti. Con favore ne abbiamo registrato anche la decisone diridurre (almeno) l’unità operativa che era stata prevista per il raccordo frala Conferenza dei Sindaci e l’Asl. Uno spreco senza alcuna giustificazione chenon fosse la sistemazione di qualcuno. Se ne poteva fare a meno. È già qualcosala riduzione. La sanità è questione rilevante e fondamentale. Abbiamo subitochiesto che un’unica Asl fosse istituita per la Romagna, un territorio di circaun milione e centomila abitanti, una dimensione appropriata per rafforzare lespecializzazioni ospedaliere di fronte agli enormi progressi della medicina edella tecnologia e della strumentazione diagnostica e terapeutica, con annessiprogressi dei livelli organizzativi ed operativi e la valorizzazione delleaccresciute specificità professionali. Per evitare ridondanze inefficaci. Perspalmare con più efficacia l’intervento di prossimità territoriale diassistenza, considerando il mutamento sociale di crescente invecchiamento dellapopolazione, delle cronicità e disabilità. In questi mesi abbiamo intesoguardare e seguire, con giusta distanza, l’avvio dell’azione del nuovoDirettore Generale, osservarne gli atti, le iniziative; cercare di comprenderein che modo e con quali scelte egli intende l’azione di governo. Impegnativa edecisamente non facile, per quanto, però necessaria.  Dentro l’Asl c’è dibattito. Fuori ce n’èmeno. Di politica buona al riguardo ci sono pochi segnali. Ma occorre tenereattivo un dibattito più ampio, come necessita la sanità che val anche la penarammentare impegna oltre il settanta per cento della spesa regionale. In uncontesto dove la spesa sanitaria è di centrale attenzione nazionale. Puraumentando la si considera tagliata e in calo. Le Regioni se ne lamentano. Nonentriamo qui nel merito. Per quanto ribadiamo che i servizi sanitari sonomigliori se si riorganizzano e se la spesa si rende produttiva e non spreco.Con le compatibilità delle risorse disponibili si deve fare conto. L’accresceredei bisogni richiama anche una maggiore spesa, non c’è alcun dubbio. Ma unconto è innestarla su andazzi soliti, un conto è innestarla su efficaciinnovative soluzioni di servizio e cura all’altezza dei bisogni degli ammalati.Sono fondamentali processi di riorganizzazione.  Mal sopportati solo da visioni corte diinteressi carrieristici, da conservatorismi sindacali e resistenzecampanilistico-localistiche. Bisogna avviare il riassetto organizzativo e laristrutturazione dell’Asl di area vasta. Il progetto di messa in retedell’oncologia in Romagna partendo da quello straordinario centro che si èvenuto sviluppando che è l’Irst e che oggi è anche Irccs (in pagina internainterviene Dino Amadori, Direttore scientifico) costituisce l’avanzata edottimale soluzione cui tendere per l’efficace servizio agli ammalati oncologici.Per aumentare ed alimentare sempre più il campo della ricerca scientifica,peraltro partendo da punti di partenza interni ad Irst di grande e indiscussaqualità e ricchi di ulteriori potenzialità. Questo progetto che l’attuale DG diIrst Giorgio Martelli, insieme al Direttore scientifico Amadori ed altri, stapresentando e discutendo con le istituzioni e le forze sociali, rappresentaaltresì una impostazione di impegno programmatorio, di impostazione di sceltedi governo, di messa in relazione territoriale e di forte unificazionecoordinativa e gestionale che da un lato massimizza, ribadiamo, l’efficacia delservizio di rete oncologica, e dall’altro rappresenta un indirizzo, unaimpostazione che sarebbe bene usare anche per altri comparti e specializzazioni.In sede di presentazione di questo progetto ho potuto ascoltare le considerazionidel Dg di Asl unica Marcello Tonini. Circostanziate, ponderate.  Ho colto un taglio che merita attenzione.Tonini dice che affronta con cuore e mente la questione. Il cuore sente totalecorrispondenza. La mente lo porta a collocare il progetto nel complesso dellarealtà di area vasta e del suo più ampio processo di riorganizzazione. E quiovviamente egli ha presente un coacervo di complessità e di percorsi che lodeterminano, questo mi è parso di cogliere, in una sorta di rallentamento delpercorso che si deve invece accelerare per sostanziare la qualità progettualeche deve realizzarsi, presto e bene nell’interesse degli ammalati e delprogredire della cura e della ricerca. Le condizioni operative in essere insituazioni precedenti il vorticoso progresso scientifico e dei metodi stessi diapproccio alla cura e alla ricerca; il pregresso delle condizioni operativenelle diverse Asl, delle organizzazioni separate più che coordinate,dell’organizzazione del personale e professionali, non ultime le lorolocalizzazioni distinte nel precedente assetto della sanità romagnola,costituiscono la complessità che il governo di Asl unica deve affrontare. Madeve essere appunto un governo che le affronta non un governo che manca la suafunzione perché ne viene rallentato se non fermato. Peraltro si deve trattaredi scelte di governo che portano miglioramento al sistema e che non significanouna riorganizzazione che premia e penalizza, ma che valorizza al meglio leoperatività di rete e le professionalità. Dentro la progettualità che ne esaltala compatibilità, le coerenze, e le migliori espressioni funzionali. Ilprogetto che occorre non può essere una somma di ridondanze. L’indubbiacomplessità del governo dell’Asl non deve vanificare la totale corrispondenzadel cuore alla validità del progetto di rete (riprendo da Tonini) dovuta da unaponderazione dei percorsi e delle tappe che necessitano talmente improntate acautele (mai disprezzabili) che finiscano però con essere frenanti e più in usoa conservatorismi e resistenze che a meglio sviluppare processi condivi eforti.  Se la gerarchia dei valoriassegna, come è giusto, il primo posto alla cura migliore degli ammalati larealtà esistente deve sapersi innovare e adeguare con coerenza ai mutamenti eai progressi intervenuti e in continuo processo, in campo medico, scientifico,tecnologico e di approccio organizzativo e funzionale. L’accelerazione sulprocesso di rete oncologica è banco di prova del governo di Asl unica Romagna. Frapochi mesi, si vota in realtà come Ravenna e Rimini. Scadenze mai estranee aquestioni rilevanti, compreso l’ambito sanitario,le sue maestranze. Anchequestioni elettorali legittimissime. Ma la politica che occorre è quella che portaforza e capacità di governo e non un mero elettoralismo inadeguato e frenante. La determinazione di governo sul buon progetto, condiviso, direte oncologica che attendiamo risultati e spinta. Presto e bene. Le condizionidella fattibilità sono esplicite e in campo. Necessitano le decisioni che leattivano e che siano in sequenza coerente. Presto per fare bene.


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