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   Opinioni

venerdì 14 ottobre 2016

Il mio SI al referendum


Da oltre trent’anni, l’esigenzadi una riforma della nostra Costituzione è interna al dibattito politico edistituzionale. Varie Bicamerali non hanno raggiunto lo scopo. Nel ’96, dopo lacaduta del governo Dini, il tentativo Maccanico, purtroppo fallito, eraincentrato sull’obiettivo di disegnare una rinnovata forma di governo. Dasinistra a destra pareva non mancassero i punti di incontro perfino su ipotesiassai vicine al sistema francese.  Tentativo fallito. Nuova legislatura eBicamerale D’Alema. Altra fine senza risultato. Ci vorrebbe una Assembleacostituente. Ma la nostra attuale politica è decisamente incapace di una taleresponsabilità e di un tale impegno. Nel frattempo qualche cambiamento èavvenuto: episodico, scoordinato. Il centrodestra aveva prodotto una propostadi riforma; al referendum fu bocciata. Il centrosinistra promosse la riformadel titolo V° della Costituzione. Questa passò e ha determinato guai eproblemi. Paralisi; costi enormi.  Anche questo ad alimentare un già fortediscredito della politica. La crisi economica e sociale impazza e perdura. Lacrisi finanziaria e del credito si aggrava. Se ne occupa in particolare unaBanca d’Italia che non  è più quell’unica Istituzione alla quale potevamoguardare, con una certa fiducia. Quando occorre mettere mano alla modificacostituzionale c’è sempre chi ritiene che altri sono i problemi che dobbiamoaffrontare. Eppur qualcosa si riesce a fare e al governo Renzi taluniriconoscimenti non si possono negare. Il resto spara a zero su quasi tutto. L’anti politica sta crescendo e deflagra. Tutti incazzati. E non ne mancano imotivi. Statisti ce sono stati, ma adesso sono in disuso. È tempo di comici edi bulli; di talk show a chi urla di più, di vaffa mitragliati; una grandeprofusione di populismo. I partiti sono scomparsi. In un modo tutto diverso daisuoi predecessori, c’è il Pd. Forza Italia, il centrodestra, non si assestanoanzi si spappolano. La lega è sempre più incarognita. I grillini crescono,mandano vaffa in ogni direzione. I nuovi puri moralisti. Critiche e condanne.Niente soluzioni. Chi urla e chi disprezza di più. Cambiare e basta. Cosa sarà?È e sarà quel che si vede e si comincia anche a misurare e non c’è da staretranquilli. Ma le sbornie non passano in un minuto, specie se nel frattempo sicontinua a bere. Dopo le ultime elezioni ancora con il porcellum c’è untripolarismo al posto del bipolarismo. Grillini in spolvero. Parlamentosquilibratissimo. Cultura politica? Senso delle istituzioni? Responsabilità ?Sembrano reperti archeologici del passato. Ma siamo in Europa; il funzionamentodelle nostre istituzioni deve essere migliorato. Non si riesce perfino adeleggere un nuovo Presidente della Repubblica. Si implora Napolitano perché silasci confermare. Va bene purché si proceda alla riforma della Costituzione(fra cui non più bicameralismo paritario; non più quel pessimo titolo v°;rinnovo centralità dello stato; solo la Camera da la fiducia al governo;riduzione dei parlamentari, abolizione delle Provincie e del Cnel; nuove regoleper referendum e leggi di iniziativa popolare.) Sulla riforma del governo, illavoro delle diverse letture e correzioni fra le due Camere. Ancor prima ilpatto del Nazareno fra la sinistra e la destra: approda  all’italicum, lanuova legge elettorale per la Camera dei deputati dando scontato che il Senatocome era non ci sarà più. Adesso questa è la legge che si deve cambiare perchéè lo snodo (per molti) che rende perfino democratica o meno la riforma che sideve votare al referendum. Si parla più di questa che non della riforma in sé.Io spero che questa legge cambi perché è davvero brutta. E continuo anche achiedermi perché si insiste a voler cercare la scorciatoia di soluzioni per unarinnovata forma di governo attraverso leggi ordinarie inerenti il sistemaelettorale. Senza dire cosa in realtà sta diventando questo referendum. Chi stacon Renzi e chi sta contro. Per migliaia di ragioni questo secondo elencodovrebbe essere spropositatamente superiore. Ma il contendere non è questo perquanto molti, a cominciare da Renzi, non abbiano fatto e non stiano facendopoco a che così rimanga. Energie Nuove da anni affronta e discute di questiproblemi. Sono fondamentali. E lo abbiamo fatto e lo facciamo confrontando lediverse posizioni. Anche questo numero in vista del referendum. Perché vogliamoribadire e sottolineare l’importanza di tali questioni. Per il presente e peril futuro di questo paese. Perché sia dedicata una attenzione appropriata oltrele partigianerie di varia natura a favore o contro Renzi e il suo governo. Lamia personalissima scelta, che qui voglio rendere evidente, è perché ilprocesso di riforma costituzionale avviato non sia interrotto e bloccato. Chepossa continuare. Questa riforma deve essere un avvio,  non una soluzioneda ritenersi esaustiva e definitiva. Deve essere corretta, migliorata, andareoltre, fino alla definizione di una adeguata e moderna nuova forma di governoin un quadro solido e preciso di pesi e contrappesi democratici essenziali. Acui far seguire un coerente sistema elettorale.  Adesso conta, secondo me,che si proceda. Per questo voterò SI al referendum.


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