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   Politica Locale

lunedì 18 febbraio 2008

UNA SINISTRA CHE CI PIACE - La Parola e la questione Confino-

di Luigi Di Placido
Da bulimici appassionati di politica, leggiamo voracemente tutto quello che la riguarda, sia essa nazionale o locale.
Negi ultimi giorni il nostro appetito è stato solleticato dall'ultimo numero de "La Parola", giornale della omonima Associazione Culturale cesenate.
In un articolo dal titolo "Sul Confino: qualche primula non guastava", Elena Baredi, esponente di spicco della suddetta Associazione, affronta la vergognosa questione del Confino di Pontecucco, dove una ex scuola elementare è stata occupata da un gruppo di sedicenti contestatori del sistema che, non riconoscendo l'ordine costituito, rifutano qualsiasi contatto e accordo con il legittimo proprietario dell'immobile, ovvero il Comune di Cesena.
Ora, a parte le spiacevoli situazioni che da qualche tempo vivono i residenti della zona (ad esempio una anziana signora costretta a stare per parecchie ore fuori da casa sua perchè occupata da un cane degli occupanti dall'atteggiamento poco amichevole), il problema che si pone è di rispetto delle regole e di uguaglianza di fronte alle leggi.
Non deve essere stato facile per Elena Baredi scrivere un articolo di condanna di questa situazione, dal momento che rappresenta quella sinistra (ancora orgogliosa di chiamarsi tale) che in passato talvolta ha sposato l'indulgenza verso situazioni come quella del Confino, simboli di spregio delle regole, in ossequio ad un non meglio approfondito "disagio giovanile" figlio dei meccanismi stritolanti della società moderna.
Purtroppo non ci sono disagi che giustifichino atteggiamenti di rifiuto del dialogo e del confronto come quelli manifestati dalla vicenda del Confino,e bene fa Elena Baredi a richiamare la nostra Costituzione come elemento dirimente per il convivere civile, tale proprio perchè sottoposto a norme.
Il silenzio assordante dell'Amministrazione Comunale su questa vicenda è in perfetta sintonia con tante altre questioni sulle quali in questa città si preferisce glissare, soprassedere, lasciare passare il tempo in attesa che qualcosa succeda.
In questo caso qualcosa è già successo: la perdita di credibilità di chi dovrebbe svolgere il proprio ruolo con equilibrio ma in maniera ferma, evitando l'impressione dei due pesi e delle due misure.
Vogliamo provocare: perchè allora non occupare abusivamente un alloggio di edilizia residenziale pubblica? Perchè non rifiutarsi di pagare una occupazione di suolo pubblico? Perchè non sdegnarsi di fronte ad un tributo o ad una imposta?
C'è chi può e chi non può, in nome delle eccezioni tollerate o che si ha paura di affrontare?
Spiacenti, ma chi, come noi, ha un senso dello Stato e delle regole particolarmente accentuato non può tollerare, preferisce affrontare.
Attendiamo la fine di questa vicenda con la convinzione che occorra far cessare una offesa a tutti quei cittadini che vivono nel rispetto delle regole, pur se questo costa difficoltà e sacrifici.
Sapranno i nostri amministratori cesenati avere questo coraggio, ammesso che ce ne voglia?
Sapranno i nostri amministratori cesenati dimostrare che, oltre alla bravura nell'annunciare che per vendere il patrimonio comunale bisogna prima valorizzarlo, sono coerenti con tale impostazione anche quando essa ha come prezzo lo sgombero di un immobile reso fatiscente e già oltre i limiti della decenza?
Il presunto centro-sinistra che regge la nostra città questa volta si è fatto scavalcare a sinistra per quanto riguarda rispetto della legge e legalità: Veltroni ha ancora molto da lavorare, speriamo che rivolga uno sguardo anche alla periferia.
Pur se siamo spesso e volentieri in disaccordo con lei, esprimiamo il nostro rispetto a Elena Baredi per il coraggio che dimostra, prevedendo le inevitabili critiche che si attirerà.
Lo stesso rispetto che abbiamo manifestato personalmente a Achille Occhetto, in occasione della sua visita a Cesena per partecipare ad un dibattito organizzato proprio da La Parola: una persona che si è preso le sue responsabilità e tutte le conseguenze che ne sono derivate.
Questa è una sinistra che ci piace, pur nella distanza delle posizioni.
Purtroppo temiamo soffra spesso di solitudine.
Luigi Di Placido

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