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|  domenica, 16 dicembre 2018
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   Politica Locale

venerdì 14 ottobre 2016

Perchè un nuovo ospedale a Cesena

di Paolo Lucchi

Perché alla nostra città serve un nuovoOspedale?”.

Eccouno dei quesiti che in questi mesi mi sono sentito rivolgere più spesso.

Primadi rispondere, però, ritengo doverosa una premessa: per una città come Cesena,l’Ospedale è una sorta di “bene totale”. Non quindi un semplice edificio ma,soprattutto, il luogo delle massime professionalità mediche e scientifiche,della capacità organizzativa al servizio dei cittadini, della sicurezza socialee della salute garantite a tutti. Ne erano consapevoli i Consiglieri Comunaliche il 31 luglio 1911, assieme al Sindaco Angeli inaugurarono la primastruttura moderna, intitolata al medico e senatore Maurizio Bufalini, così comecoloro che il 22 febbraio 1962 parteciparono all’inaugurazione dell’attualeBufalini, alla presenza del Sindaco Manuzzi e del Presidente del ConsiglioAmintore Fanfani.

E,naturalmente, allo stesso modo ne dobbiamo essere consapevoli tutti noi.

Ecco,quindi, la mia risposta. Pur non sottovalutando le importanti opere diaggiornamento ed ampliamento che si sono susseguite negli anni (spesso pergarantire quell’adeguamento sismico che non va vissuto con timore, ma chenessuno può neppure permettersi di sottovalutare), il “Bufalini” oggi presentaalcune evidenti criticità strutturali. Tra le altre: la collocazione su unacollina inibisce sia il necessario superamento delle barriere architettonicheche l'organizzazione di un adeguato servizio di mobilità; la disomogeneità diaccesi e di percorsi interni, ne rende problematica la fruizione per troppi; lacerta impossibilità di ampliamento ulteriore degli spazi attualmente dedicatiai servizi sanitari, ne limita per sempre lo sviluppo; una ancor più evidenteimpossibilità di dedicare aree limitrofe, in maniera coerente al bisogno deicittadini, all'accesso delle auto, rendono estremamente problematica la sostaper tutti.

Inoltre,l’attuale “Bufalini” in parte impedisce lo sviluppo dei servizi sanitari - inparticolar modo nell'ambito di riferimento territoriale della Romagna, apartire dalla vocazione caratterizzante per Cesena del “Trauma center” - e lapossibilità di ripensare l'organizzazione dei servizi sanitari territoriali edi prossimità, ad esempio attivando nella Piastra, di recente costruzione,quella “Casa della salute” indispensabile per ampliare l’offerta dei serviziterritoriali per gli anziani, i malati cronici, le persone con disabilità.

E’poi evidente a tutti come sia necessario per la nostra comunità – e per lasanità romagnola, poiché il “Bufalini” non è da molti anni più solo il nostronosocomio di riferimento – garantire all’ospedale una collocazione territorialepiù coerente con lo sviluppo moderno della città di Cesena e con miglioricollegamenti da e per gli altri territori della Romagna, con la possibilità dipensare ad un nuovo investimento strutturale sanitario che si caratterizzi perinnovazione e modernità, anche sul piano della sostenibilità ambientale.

Perquesta somma di motivi (che, lo so bene, mi sono permesso di sintetizzare sintroppo in queste righe) a me pare che la nostra città ed il Consiglio comunalesiano quindi chiamati a ragionare non del “se” ma del “dove” e del “come”.

Ed,a questo proposito, il secondo tra quesiti più gettonati in questi mesi è statospesso: “Ma state facendo sul serio sulnuovo Ospedale?”.

In questo casola risposta è più semplice e diretta. Si, stiamo facendo sul serio e, dopo laserie di incontri programmati in tutti i quartieri ed in tanti luoghi diritrovo abituale per i cittadini, avvieremo il percorso amministrativo formaleche renderà protagonista il Consiglio comunale nella scelta e che, mi auguro,possa concludersi entro la fine del 2016.

Sonomolti i temi che, nell’ambito delle sue prerogative, il Consiglio comunaledovrà affrontare per decidere il futuro del nostro ospedale.

Un’agendacoerente dei lavori prevede che, dopo un’attenta e puntuale analisidell’attuale rete dei servizi ospedalieri e delle loro prospettive(indispensabile per pensare al nuovo ospedale, anche se serve la consapevolezzadei tempi acceleratissimi con i quali la sanità, le sue terapie, le suestrumentazioni, stanno cambiando), il Consiglio debba individuare l'areaterritoriale utile alla realizzazione del nuovo ospedale Bufalini. A me pareche debba avere alcune caratteristiche certe: essere collocata su di un terrenopianeggiante e ben servito dalle principali arterie di traffico, qualil'autostrada A14, la superstrada E45/E55 e la Secante; essere dotata diun buon collegamento con la rete viaria cittadina e con la stazioneFerroviaria; garantire la vicinanza con l'aggregato urbano della città, in mododa non richiedere costosi collegamenti infrastrutturali. Inoltre, tra i temi daaffrontare con decisione e capacità innovativa nei prossimi anni, resterebberoancora in campo quelli connessi con la viabilità e con un nuovo sistema ditrasporto pubblico al servizio dell’ospedale.

Infine,il Consiglio comunale “potrà” (in realtà credo che “dovrà”) darsi unorientamento relativo al futuro dell’area occupata da oltre 50 anni dalBufalini. Personalmente ritengo che la sua destinazione sia a verde pubblico(con ripristino e realizzazione di un nuovo grande Parco urbano e garantendoche la differenza tra nuova costruzione e nuova area verde, sia “zero”). Masono pronto, naturalmente, ad accettare la pausa di riflessione di chi hachiesto di approfondire ulteriormente il tema.

Sonomolti e decisivi, quindi, i temi sui quali il Consiglio comunale si dovràesprimere, nell’ambito di un confronto vero e coinvolgente, come i verbaliconfermano avvenne a cavallo tra gli anni ’50 e gli anni ’60 del secolo scorsoper l’attuale “Bufalini”.

Cosìfacendo, su una scelta strategicamente fondamentale come questa, si garantiràil famigerato “primato della politica”. Da alcuni anni molti ritengono questaaffermazione quasi offensiva, ma ormai tutti dovremmo aver capito come spessodietro i tecnicismi si nasconda una politica incapace di decidere e discegliere. Ed a Cesena, soprattutto sulla sanità, nessuno può nascondersidietro qualcun altro e tutti, invece, dobbiamo avere il coraggio di mettere incompetizione idee, strategie e progetti e di scegliere il meglio per la nostracomunità. Già il Pd e Libera Cesena hanno fatto una esplicita scelta di campoe, prima del voto in Consiglio comunale, lo stesso dovranno fare tutte le forzepolitiche della nostra città, evitando i “ma anche” che ne caratterizzanospesso le valutazioni.

Certamente“Energie Nuove” sarà un’importante tribuna di confronto aperta a tutti ed ioapprofitto biecamente delle pagine messemi a disposizione dall’amico DenisUgolini -. che tra i primi, assieme a Beppe Zuccatelli, sul nuovo Ospedale hagarantito un contributo di lucidità strategica fondamentale - per confermare lamia disponibilità a qualunque dibattito pubblico, promosso da chiunque.

Nonsiamo quindi certamente troppo lontani da un obiettivo che va perseguito con trasparenza,chiarezza attorno ad una scelta che, più di qualunque altra, riguardadirettamente ognuno di noi e che è certamente destinata a caratterizzare lanostra comunità da qui ai prossimi 50 anni.

Perché,è ormai chiaro a tutti, sia che noi cesenati decidiamo di dar priorità al nuovoOspedale, sia che decidiamo di non farlo, lasceremo un segno decisivo sulfuturo della nostra sanità.

 


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