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   Politica Locale

venerdì 14 ottobre 2016

Welfare. Contesto economico. Responsabilià personale

di Stefano Mancini

Goderedi buona salute e disporre di un buon servizio sanitario rappresentaprobabilmente uno dei più importanti requisiti per una elevata qualità dellavita delle persone. Ed è anche uno degli indicatori di civiltà raggiunto da unoStato.

Unbuon welfare si ottiene consentendo tempestivo accesso alle prestazionimediche necessarie, promuovendo stili di vita complessivamentecorretti e realizzando un contesto socio-economico “accogliente” e capiente.

Male prestazioni sanitarie non sono a costo zero, anzi. 

Inalcuni paesi il welfare è sostenuto dal sistema assicurativo, efficiente ma nonuniversale.  Da noi è la fiscalità generale direttamente correlata allacapacità di un territorio di produrre reddito (no utili- no imposte-no risorse) che finanzia il welfare. Le risorse disponibili nonsono infinite ed anzi  ci aspettiamo neiprossimi anni, un incremento delle necessità finanziarie per sostenere ilsistema di welfare.

Alfine di contenere i costi per il sistema ecco che i medici sonocostantemente sotto pressione. Si richiede loro di “vedere”quanti più pazienti possibili ogni giorno. Aumenta così il livello diresponsabilità del medico mentre rischia di ridursi il tempo a disposizione perogni paziente. Ma il medico desidera fornire al proprio paziente il livello dicura più alto possibile. Allora diventa indispensabile nella moderna medicinatrovare il modo di fornire le prestazioni di più alto valore nel tempo perforza di cose limitato, di cui si dispone, evitando sprechi di ogni genere.

Unapossibile soluzione risiede nell’utilizzo di piattaforme digitalicon HRD ( Sistemi di Registrazione Elettronica dei DatiSanitari) e  di sistemi di diffusione delle informazioni e dellaconoscenza disponibili on line per i pazienti e per i medici stessi.

Un’altrasoluzione può trovarsi nello sviluppo del lavoro in equipe. 

Ideee progetti innovativi che consentano di finanziare i servizi, di sostenere losviluppo economico del territorio e grazie a questo disporre delle risorsenecessarie al finanziamento di un welfare degno di un paese evoluto, sonoauspicabili. 

Avolte pare invece che il sistema italiano tenda ad espellere chi ha un progettoautonomo di sviluppo e di sostegno economico del proprio territorio.

Enon mi riferisco all’ambito sanitario che conosco e pratico e quasi sempreapprezzo. Ma dalle riflessioni che questa appartenenza mi impone di fare,traggo spunto per considerazioni di carattere più generale, ricordando cheviviamo nel mondo ed i vari aspetti del mondo finiscono per interagire edinfluenzarsi a vicenda.

Unwelfare efficiente può esistere solo entro un contesto socioeconomico florido elibero. 

Cisentiamo talvolta soli, nell’angolo, in compagnia delle nostre idee e deinostri principi e dei nostri affetti.  E’ vero che certi errori, certedebolezze e certe storture esistono, ma vanno valutati caso per caso econtestualizzati. 

Siamotalvolta assediati da un sistema normativo così farraginoso e contraddittorioche pare fatto apposta per essere utilizzato a fini intimidatori, magari colconforto di fatterelli di quasi ordinaria amministrazione e come taliliquidabili. Fatterelli invece, che affidati all’analisi parziale, al clamoreed alla distorsione mediatica, diventano casi di portata epocale, ma diun’epoca grigia e sterile, destinata a svanire al primo serio controllo dimerito.

Partendoda questa analisi di contesto possiamo trarre spunto per alcune considerazioni.

Tuttinoi commettiamo errori ed è imparando dai nostri errori che diventiamo uomini eprofessionisti migliori.

Puntareil dito accusatorio verso ipotetiche mancanze altrui è immorale, poiautolesionistico ed inoltre è inutile. Dobbiamo invece tenere in gran conto efar tesoro dell'esperienza di chi ci ha preceduto.

Dobbiamo,specie in una struttura sanitaria come il Columbus, trattare tuttele persone con sommo rispetto. 

Dobbiamofar percepire la fiducia che nutriamo in noi stessi e nel nostro modo di agirenonché la propensione al bene possibile che ci anima. Cosicchè siintenda che riteniamo di potere e di volere offrire la miglior prestazionepossibile a chi si rivolge a noi.

Ognipaziente ha le proprie individuali necessità e noi dobbiamo sforzarci almassimo per intercettarle. 

Chenessuno sia lasciato indietro. 

Nondobbiamo mai fare promesse o profferte che non siamo certi di poter onorare:“Underpromising and Overdelivering”.

Maidobbiamo anteporre alcunchè anche di legittimo, all’interesse per lacura dei nostri pazienti. Dobbiamo fornire loro il massimo delle nostra abilitàe delle tecnologie disponibili. E perché questo accada è necessario un lavorodi squadra che coinvolga medici infermieri, tecnici, impiegati, amministratorie staff finanziario. Tutti sono guidati dal Medico Titolare che fornisce ladirezione, la metodologia, lo stile, la strategia per come raggiungerel’obbiettivo ( miglior cura possibile dei pazienti) all’interno di unsentire divenuto patrimonio di tutti e da tutti condiviso. Ecco il lavoroin Equipe.

AlColumbus nell’anno in corso abbiamo investito cifre assai significative per ilpotenziamento del sistema informatico di supporto a tutte le fasidell'assistenza.

Nuovicomputer, nuovo server, connessione alla banda larga ultraveloce, agendaelettronica ed altro. E’ in programma inoltre uno sviluppo del sito checonsenta una reale multimedialità ed una reale accessibilità ai contenuti.

Abbiamoaltresì investito, come facciamo ormai da anni, in  costosissime e aggiornatissime tecnologie daapplicare in diagnostica e chirurgia Oculistica, in Dermatologia, inGinecologia, in Cardiologia, in Medicina dello Sport, in Ecografia enella Laser Terapia chirurgica, parachirurgica ed estetica.

Perriuscire però ad erogare i migliori servizi possibili auspichiamomercati sanitari, economici e finanziari aperti, liberi, anche sesquilibrati, pazienza, ma aperti.

Abbiamotensione, propensione culturale ed educativa verso la giustizia ed il sostegnodei deboli, ma sappiamo perfettamente che è dal libero mercato che sireperiscono le risorse per fornire un adeguato sistema di protezione sociale atante persone, specie ai deboli.

Cipiace pensare che attorno a noi si possa coagulare un pensiero ed un progettoche afferisca al nostro territorio socioeconomicamente inteso, e che siavolto a pensare, sviluppare e finanziare un adeguato sistema di welfare.

Chepossegga tratto delicato e robuste convinzioni, che soprattutto siariconoscibile per dottrina, stile, compassione, nobiltà d’animo e rispettodelle posizioni altrui anche quando discordanti. 

Chesappia fare sintesi inclusiva.

Eche ci consenta di contaminare positivamente con la forza dei fatti ilcontesto sociale nel quale operiamo.

Che,in ultima analisi, ci consenta di “restituire” al territorio in cuiabbiamo avuto la possibilità di esistere, di crescere, di svilupparci e,perché no, di avere un po’ di successo, ciò che il territorio ci ha fornito intermini di accoglienza e di potenzialità di sviluppo, in un atto digenerosità civica moralmente obbligatoria oltreche praticamente conveniente.


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