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   Politica Locale

giovedì 27 aprile 2017

Accelerare sulle vocazioni della città

di Graziano Gozi

Diverse cause stanno portando modifiche radicali – probabilmente irreversibili - nel mondo del commercio. Modifiche che stanno cambiando e cambieranno il volto delle nostre città. Dapprima l’ingresso della grande distribuzione organizzata con l’insediamento di diversi ipermercati ha modificato le abitudini negli acquisti: i centri storici, fino agli anni ’90 caratterizzati per una pluralità di offerta commerciale (alimentare e non alimentare) hanno cambiato aspetto, caratterizzandosi per negozi di maggiore pregio in particolare nel comparto abbigliamento e calzature ma perdendo le piccole attività alimentari, le piccole botteghe artigiane e diverse tipologie di attività commerciali. Dal 2007 in avanti la crisi economica ha portato un’altra scossa: maggiore competitività fra le imprese, tendenziale decrescita nei fatturati e sensibile diminuzione dell’utile d’azienda, modifiche legislative con liberalizzazione delle giornate e orari di apertura che hanno penalizzato soprattutto le piccole imprese. Più recentemente, l’esplosione delle vendite on line ha portato un ulteriore colpo alla già fragile situazione delle piccole attività nei centri storici e nei quartieri. L’acquisto effettuato attraverso telefonino, con recapito a casa dopo un solo giorno del prodotto comperato a prezzi inferiori di quelli che si possono trovare nei negozi, è un fenomeno in grado di sbaragliare la capacità competitiva di qualsiasi attività commerciale, che tutti i giorni deve fare i conti con affitti, costi del personale, burocrazia, ecc. Di questo passo rischiamo di perdere velocemente e definitivamente numerose attività commerciali, travolte da cambiamenti epocali. Le città svuotate di negozi, sia nei centri storici che nei quartieri, sono più povere e tristi. Lo scenario descritto non è una prerogativa di Cesena ma una cornice di carattere nazionale ed internazionale.

Poi ci sono le particolarità della nostra realtà territoriale.

In poco tempo due Istituti di Credito locali hanno dilapidato i risparmi di migliaia di cittadini, amplificando la già scarsa propensione alla spesa condizionata dalla crisi economica. La crisi delle banche locali, oltre ad un effetto diretto nelle tasche degli azionisti, ha avuto un ulteriore pesante effetto a Cesena e nei comuni del cesenate, generato dal sostanziale azzeramento dei contributi che tali Istituti di Credito riconoscevano ad eventi culturali, manifestazioni, a scopi sociali, associazioni di volontariato e sportive. È impietoso e preoccupante il paragone con la vicina Forlì, dove la locale Fondazione distribuisce sul territorio oltre 10 milioni di euro ogni anno.  

A Cesena, inoltre, alcune scelte amministrative hanno portato in centro storico ad una contrapposizione molto rigida. Senza entrare, in questa fase, nel merito delle scelte, rileviamo che il clima di scontro che dura ormai da diversi anni rischia di produrre effetti negativi sulla capacità attrattiva della città ed in particolare del centro storico che pur con tutte le difficoltà descritte resta bello e piacevole da visitare. La città rappresentata pubblicamente e continuamente come degradata non stimola la sua frequentazione ma allontana il potenziale ospite.   

In centro storico serve un ripristino del dialogo e di un “normale” confronto, anche conflittuale ma non astioso. È la premessa per contrastare la crisi di carattere generale sopra esposta. Ed è il punto di partenza se vogliamo guardare avanti e pensare alla Cesena dei prossimi anni.

Ritengo che, accanto alla valorizzazione delle eccellenze che qualificano Cesena, bisognerebbe puntare su un elemento distintivo e caratterizzante, una “vocazione”. Potrebbero essere il libro e la letteratura oppure il cinema. Dare vita, quindi, a eventi di alto livello con un filo conduttore, facendoli diventare appuntamenti fissi da promuovere sul piano nazionale ed all’estero ed attraverso gli eventi promuovere la città, il territorio e l’enogastronomia.

Nel merito, negli ultimi tempi sono state compiute delle scelte importanti e innovative. La creazione degli info point diffusi ha avuto un impatto positivo e corrisponde all’idea di città che vorrei: che si apre al visitatore, con sedie e tavoli all’aperto. Auspico il proseguimento del progetto che, fra l’altro, ha il merito di essere uno dei tasselli fondamentali per lo sviluppo della città turistica e ha contribuito a generare vivacità e l’aumento di pubblici esercizi soprattutto in centro. Come Associazione abbiamo chiesto l’estensione dell’iniziativa alle edicole, sia per la loro naturale connotazione di postazione di riferimento a cui chiedere informazioni di carattere turistico, che per dare un aiuto concreto a quella che ormai è una categoria “in via di estinzione”. La spinta per seguire l’obiettivo della città turistica andrebbe ulteriormente sostenuto con un miglioramento dell’arredo urbano e della manutenzione più puntuale di giardini, Piazze e strade. Altro provvedimento di grande pregio sono gli incentivi per le neo imprese e la notax area; in una fase storica in cui fare impresa è un impegno gravoso, il segnale dato dal Comune di Cesena è di stimolo per le giovani generazioni che scelgono di scommettere su sé stessi e sulla città. Positivo anchel’esperimento avviato in Corte Zavattini (piazzetta di accesso secondarioall’ipercoop), con un piano ed incentivi da parte dell’amministrazione per favorire l’insediamento di nuove attività in una zona che stenta a decollare dal punto di vista commerciale. L’idea va replicata in altre aree, a partire da quella di Piazza della Libertà e Galleria OIR che attualmente stanno soffrendo i disagi causati dal cantiere per la riqualificazione della Piazza. In tema di sosta, la chiusura del parcheggio in Piazza della Libertà andrebbe ripresa in termini di recupero di posti auto. Per Confesercenti una soluzione potrebbe essere il raddoppio del parcheggio “Leandro Marconi” (Osservanza) attraverso la elevazione di un piano ed una velocizzazione nella riparazione del parcheggio “Madonna della Neve” (sempre area Osservanza); la loro collocazione, infatti, permette di servire una zona bisognosa di posti auto e che nella prospettiva di spostamento dell’Ospedale (scelta che condividiamo) sarà meno attraversata dal traffico. Da proseguire il confronto sulla valorizzazione del mercato ambulante, che deve mantenere il cuore della sua collocazione negli attuali spazi con adeguamenti limitati ad una migliore fruizione. Infine, l’adiacente Nuovo Foro Annonario, che fino ad ora non ha portato i risultati sperati. Ritengo importanti e nella giusta direzione gli sforzi fatti dalla società di gestione, tesi a riconsegnare l’identità di mercato del fresco alla struttura. Per rafforzare tale impostazione si potrebbe trasferire nella piazza del Foro il mercatino del mercoledì e sabato mattina attualmente collocato in Viale 4 Novembre.

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