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|  sabato, 22 settembre 2018
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   Politica Locale

giovedì 27 aprile 2017

Volontariato protagonista del futuro

di Leonardo Belli

ASS.I.PRO.V. (Associazione Interprovinciale per la Promozione del Volontariato, in seguito Assiprov), di cui sono presidente, si è costituita nel 1993 per iniziativa di un gruppo di associazioni operanti nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini; si tratta di un’associazione di volontariato “di secondo livello”, ovvero di un’associazione i cui soci, che attualmente sono 168, possono essere solo altre associazioni di volontariato, non persone fisiche.

Lalegge quadro sul volontariato 266/91 prevede la costituzione di Centri di Servizio per il Volontariato (abbreviato in CSV), con lo scopo di sostenere e qualificare l’attività del volontariato e nel 1996 Assiprov è stato giudicato soggetto idoneo a ricevere la gestione del Centro Servizi.

L’art.15 di tale Legge prevede che, per il tramite degli enti locali e attraverso modalità il finanziamento da parte delle Fondazioni di origine bancaria, siano istituiti nel nostro paese Centri di Servizio a disposizione delle organizzazioni di volontariato e da queste gestiti. Ad oggi i CSV in Italiasono 72.

Nelcorso del 1997 l’associazione si è iscritta al Registro Regionale del volontariatoe nello stesso anno è stato aperto l’ufficio di Forlì. Nel 2010 l’associazioneha ottenuto la personalità giuridica.

Aderisce altresì al Coordinamento dei Centri di Servizio dell’Emilia Romagna (CCSV) e a CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato), organismo di collegamento dei CSV a livello nazionale nato nel gennaio 2003, come evoluzione del Collegamento Nazionale costituito nel 1999. Secondo lo scopo sociale individuato dalla Statuto, esso rappresenta i Centri di Servizio per il Volontariato soci nelle loro relazioni con gli interlocutori nazionali e promuove, sostiene e partecipa alle forme di coordinamento e rappresentanzanazionale del volontariato.

La “mission” del Centro Servizi è quella di promuovere, sostenere e qualificare l’azione del volontariato attraverso l’offerta di servizi e processi di accompagnamento, per costruire un’efficace azione sociale sul territorio. Le attività del CSV sono pertanto programmate a partire dai bisogni delle associazioni e realizzate con il loro aiuto.

Leassociazioni sono il referente principale di tutte le attività del CSV, inquanto è a loro che sono indirizzati i servizi offerti dal Centro; esse vengonointerpellate periodicamente per ascoltarne le necessità e poter adeguatamenterispondere alle loro esigenze.

La lettura dei bisogni delle associazioni deve necessariamente integrarsi con l’analisi dei bisogni e delle risorse del territorio, al fine di integrare le potenzialità di ognuno per “fare rete” e ottimizzare le risorse. E’ quindi indispensabile entrare in contatto anche con le Istituzioni locali e con gli altri stakeholders.

Nella provincia di Forlì-Cesena operano oltre 400 associazioni di volontariato. Di queste circa il 70% usufruisce dei servizi del Centro di Servizi per il Volontariato di Forlì-Cesena. Di queste, 319 sono iscritte al Registro Regionale del Volontariato e 168 sono associate ad Ass.I.Pro.V., ente gestore del Centro Servizi per il Volontariato. Gli ambiti in cui operano le associazioni di volontariato sono i seguenti: socio-sanitario, assistenziale, tutela diritti, educazione, tutela ambiente, protezione civile. In generale le organizzazioni di volontariato perseguono finalità di solidarietà sociale attraverso lo svolgimento di attività atte a prevenire o rimuovere situazioni di disagiosocio-economico e/o culturale e in generale a tutelare i diritti primari.

Perquanto concerne le associazioni di promozione sociale, nel territorioprovinciale risultano n. 420 APS iscritte al registro regionale. Le APS perseguono finalità di utilità sociale, attraverso lo svolgimento di attività nei seguenti ambiti: culturale, ricreativo, sportivo, di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, di promozione dei principi della pace, ecc.

Sono stato eletto presidente di Assiprov nell’aprile 2015 e conosco bene questa realtà perché, prima ero presidente di un’altra associazione del territorio (ARRT) ed ho espletato anche un mandato con la qualifica di consigliere. In questo ultimo anno mi sono impegnato molto sul processo di riforma del Terzo Settore, il cui DDL è stato discusso definitivamente in Senato il 30 marzo 2016 ed approvato con un percorso durato due anni, dopo una consultazione pubblica, un Consiglio dei Ministri, tre passaggi alla Commissione del Parlamento, convegnie conferenze varie organizzati da enti/associazioni, due votazioni espresse dalla Camera e una al Senato l’iter della legge delega è stata in via definitiva approvata il 25 maggio 2016 dalla Camera dei Deputati.

Stiamo vivendo un momento storico cruciale per il futuro del volontariato e del Terzo Settore in generale ed i cambiamenti che si prospettano circa la gestione dei Centri Servizi (e non solo) non sono completamente incoraggianti.

Proprio per questi motivi, su mandato del Consiglio Direttivo, ho incontrato diversi parlamentari e partecipato a diversi incontri a Roma, per far sentire la voce del volontariato e per esprimere i suoi bisogni, che sono quelli dei cittadinie della comunità.

Ritengo inoltre fondamentale il radicamento territoriale dei Centri di Servizio e la vicinanza alle associazioni, soprattutto a quelle meno strutturate ed organizzate, che più necessitano dei servizi erogati.

In questi giorni il Governo si appresta a presentare ed approvare in Consiglio dei ministri i decreti legislativi che dovranno dare attuazione alla legge n. 106del 2016, recante «Delega al Governo per la riforma del terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale».

In occasione di tale passaggio cruciale si è costituito il Comitato denominato «la parola ai volontari» (www.laparolaaivolontari.it), realtà che riunisce numerosissimi enti nazionali e a carattere locale, ed esperti del no profit e del volontariato italiano, con la finalità di realizzare un percorso realmente partecipato di confronto tra gli attori coinvolti e di elaborazione condivisa dei suddetti decreti. Assiprov ne fa parte. L'intervento del Comitato nasce dalla preoccupazione procurata dalla lettura del testo, circolato tra gli addetti ai lavori, di uno schema di decreto legislativo recante «misure di sostegno allo sviluppo del terzo settore» nel quale il Comitato stesso evidenzia contrasti con quanto affermato nella legge delega.

A livello locale il raccordo tra volontariato ed istituzione e il loro rapporto si è profondamente modificato anche a seguito di importanti interventi legislativi che hanno preso atto del ruolo del volontariato e valorizzato la presenza nei processi di risposta concreta ai bisogni ed alle aspettative dei cittadini (piani di zona).

Nella nostra Provincia si sta lentamente consolidando una cultura ed una prassi dipartecipazione delle associazioni alla definizione delle politiche del territorio, particolarmente in campo sociale.

L’ente pubblico propone e promuove processi di partecipazione del volontariato nella programmazione dei servizi e dall’altra parte però c’è  una tendenza crescente da parte degli enti pubblici a fare ricorso alle organizzazioni di volontariato nella gestione di pubblici servizi ed al conseguente formalizzarsi di rapporti formali e contrattuali.

Il volontariato deve essere uno stimolo continuo all’agire dell’ente pubblico ma non deve sostituirsi ad esso.

Il volontariato è l’Italia che funziona, colonna portante della coesione sociale. Consapevole della complessità in cui viviamo, l’impegno è quello di continuare la nostra collaborazione con le forze politiche, sociali e le istituzioni mettendo a disposizione le competenze del volontariato e la gratuità della nostra azione sociale, sensibilizzare tutti i cittadini anche attraverso nuovistili di vita, a costruire un nuovo modello di sviluppo, sociale, culturale ed economico.

Il futuro dovrà vederci artefici di solidarietà, sussidiarietà e partecipazione civica.

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