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|  domenica, 16 dicembre 2018
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   Politica Nazionale

venerdì 20 febbraio 2015

Appello ai nuovi governanti regionali

di Denis Ugolini

Lanostra Regione ha un nuovo Presidente ed una nuova Giunta, dopo le elezionianticipate del novembre scorso. C’è stato un tracollo della partecipazioneelettorale. Bruttissimo segnale. Ancor più in quanto avvenuto in una regione,l’Emilia-Romagna, così politicizzata e carica di simbolismo politico (ilmodello del riformismo amministrativo della sinistra; il mito della diversitàpolitica e di governo; le innumerevoli “svolte”  di questi decenni). Le ragioni? Molte. Dallacrisi profonda della politica alla caduta verticale della fiducia deicittadini. Dalla crisi e dagli sconquassi che stanno attraversando la sinistra,alla assenza di una contesa elettorale degna di tal nome fra alternative digoverno. Da primarie di preparazione del Pd di scarsa presa e rilievo per unacomplessiva mediocrità politica e di leadership in campo, alle questioni“morali” che hanno fatto capolino alla vigilia delle primarie e del voto. Uncontesto generale piuttosto misero di dialettica politica. Il Pd ha vinto; lalega è cresciuta molto. Stefano Bonaccini è il nuovo Presidente. La Giuntarinnovata. In termini assoluti, visti i risultati delle elezioni, questigovernanti rappresentano appena una minoranza dei cittadini emiliano-romagnoli. Con il tempo riusciremo a ricordarci anchei nomi dei suoi componenti e ad apprezzarne, speriamo, il lavoro. Adesso darneuna valutazione non sarebbe facile. Molto sconosciuti i soggetti e leproposizioni in campo. Nemmeno un leader, per il momento, tolti i fregi degliincarichi di ciascuno. Opzioniamo subito almeno la speranza che non abbia adattecchire una certa tendenza al bullismo, che si accoppia molto con certapolitica odierna dei populismi a valanga e che soprattutto attecchisce bene emolto laddove si spargono nel terreno sementi poco selezionati, di indistinta emediocre qualità. Staremo a vedere. Fiduciosi. Un banco di prova, per quantoriguarda lo specifico dell’azione di governo, è la sanità. Perché è il grossodella spesa regionale; perché inerisce la salute dei cittadini; perché la strutturasanitaria di questa regione, nel suo complesso è di buon livello e potrebbeessere ancor migliore. Tranquillamente e con la medesima spesa (che è tanta),sol che si approntasse sul serio quel governo di riorganizzazione che occorreed è possibile. Ma ci vuole governo capace e non solo gestione e controllo distrutture e di personale. Al riguardo, qui in queste pagine, non sono mancati approfondimenti,contenuti, indirizzi, proposte. Sarebbe un bene se i nuovi governanti neavessero conoscenza e se ne servissero. Ne trarrebbero solo utilità. Con ilnuovo Presidente e la nuova Giunta, nuovo è anche l’Assessore alla sanità:Sergio Venturi. Proviene da una Direzione generale importante, quella delSant’Orsola. Verrebbe da farne una associazione circa una scuola di provenienza(“zanettiana”) che non potrebbe che far ben sperare. È nostra strettissima“avventata” considerazione. La nomina dell’Assessore è stata accompagnata dacerta stampa che rimarcava alcune supposte “pressioni” bolognesi,  universitarie e non solo, che l’avrebberocaldeggiata. Francamente, questa eventualità, se anche fosse, non ci prende pernessun verso né ci condiziona minimamente. Ci attestiamo invece su valutazioniriportate che riconoscono qualità, competenza e capacità. Che speriamo di avermodo di constatare più direttamente e da vicino. E da subito nell’azione chesarà sviluppata nel campo della sanità.  Ci consta che il nuovo governo regionale,anche per il fatto di essere tale, abbia richiesto che gli attuali Direttorigenerali delle attuali Asl della regione (che sono nominati dalla Regione)rimettessero il proprio mandato. Taluni erano a scadenza, altri no. Pare chetutti lo abbiano fatto. È sicuramente cosa buona e sta in una certacorrettezza. Se così è, la Regione dovrà nominare i Direttori Generali a breve.In concorso con le Conferenze territoriali dei Sindaci. Già da queste nomine(fondamentali e molto decisive) sarà quindi possibile vedere quali saranno ilpiglio, le intenzioni, gli indirizzi, le scelte con le quali si vuole, e se sivuole e come, rinnovare e riorganizzare il sistema sanitario regionale. Noiprestiamo particolare attesa e fiducia sulla scelta che deve riguardare laDirezione Generale dell’Asl unica romagnola. Asl unica che è stata una granderiforma; che ha molte potenzialità per dare un percorso positivo diriorganizzazione e di ulteriore qualificazione al servizio sanitario inRomagna. Purtroppo il decollo dell’Asl unica è stato pessimo. E si stacontinuando su quella china. E si sono assunte e si stanno assumendo scelte edecisioni che poco se non nulla hanno a che vedere con un buon governo dellanostra sanità.  L’atto di indirizzoproposto e ancor prima la delibera di riorganizzazione strategica dellaDirezione generale sono, alla stretta, una colossale e fantasiosa “sistemazionedi posti”. Poc’altro. Gestione e controllo politico-parziali. Questo non è governo. Occorre, quindi, una nuova, adeguata,Direzione generale. Lo abbiamo detto da subito, lo abbiamo ribadito nel corsodi questi mesi, lo abbiamo scritto al Presidente Bonaccini, lo ribadiamoadesso. Il non governo e la cattiva gestione, di questo anno e poco più, stannogià dando il peggiore dei risultati possibili, anche in termini puramentepolitici. La Regione deve saperlo e farsene carico. Infatti ha cominciato amontare, non già la critica alla gestione e quindi la richiesta di un suocambiamento, bensì – fatto gravissimo – la critica alla riforma che haunificato le asl romagnole e la richiesta di tornare indietro alla situazioneprecedente. Se la politica sa produrre questi capolavori allora chi si intestaquesto modo di fare e di essere politica non merita se non una crescentesfiducia. Bonaccini, Venturi, la nuova Giunta regionale, la Conferenza deiSindaci della Romagna farebbero bene a cambiare subito questo stato di cose. Anominare subito un nuovo, adeguato, Direttore Generale.  L’Asl unica romagnola è la più grande riformacompiuta dalla Regione Emilia-Romagna. Se ben funzionante può rappresentare unesempio cui attingere per ulteriori processi di ristrutturazione del sistemasanitario regionale e non solo. La Regione può subito fare la nomina di unadeguato nuovo Direttore Generale, che abbia massima competenza e conoscenza inmerito alla sanità regionale e a quella romagnola. Lo ha lì a portata di mano.Con la appropriata, diretta, collaudata e provata esperienza. Attendiamo questoincarico. Per avviare, oltre le pochezze messe in campo in questo primo anno,un processo riformatore e riorganizzativo di qualità. Per  ripensare la “sistemazione” dei posti. Perapprontare un serio atto di indirizzo che non sia (l’attuale) questa melassaindistinta di banali luoghi comuni. Per dare definizione efficace (non punitivae di impronta  vetero-statalista) alrapporto fra la sanità pubblica e privata. La Regione con i convenzionamentideve fare integrazione. Non sono strumenti per ridondanze e neppure per conteseideologiche. E chissà che il nuovo Direttore generale non elimini anche quellosperpero che è la nuova Unità operativa (sei persone) di “raccordo” e di“supporto”  per la ConferenzaTerritoriale.  Sarebbe un buon inizio, efinalmente un vero decollo dell’Asl unica, cominciare da qui: dall’eliminazionedi uno spreco evidente ed ingiustificabile; dalla ridefinizione dell’atto diindirizzo; dalla decisione della Sede legale dell’Asl. Buon lavoro.


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