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   Politica Nazionale

mercoledì 26 aprile 2017

Il discrimine europeo

di Davide Giacalone

Terminatal’orgia retorica e commemorativa, proviamo a usare le ricorrenze per la solacosa utile: l’esercizio della memoria. Nei discorsoni sono tutti europeisti,salvo aggiungere che l’Europa che c’è dovrebbe essere corretta e funzionaremeglio. Come, però, non lo dicono. Invece che i celebranti, a me interessano idetestanti. L’Europa ha i suoi nemici, li ha sempre avuti. Vanno guardati davicino, per capire quanto grande e straordinariamente positiva sia l’Europa finqui realizzata.

Al suo nascerel’Europa dei Trattati di Roma dovette, necessariamente, prendere atto che nonall’Europa poteva rivolgersi, ma solo a una parte di essa. Mezza  Europa e mezza Germania non avrebbero potutofarne parte, perché componevano un’alleanza militare nemica dell’Occidente. Noneravamo avversari o concorrenti, ma nemici. Mezza Europa subiva la dittatura.Lo si dimentica. Nell’altra mezza Europa c’erano nemici attivi, sia deitrattati che di tutti gli altri passaggi successivi, fino al Sistema monetarioeuropeo e all’Unione. Quei nemici erano di due tipi: la cultura di derivazionefascista e nazionalista, che ancora fremeva per il coincidere di sangue esuolo, di popolo e nazione; e la cultura comunista, seguace di uninternazionalismo che pretendeva di negare la democrazia, in nome di un beneideologico che produceva solo miseria e dittatura.

All’esternol’Europa aveva un nemico nell’Unione sovietica, che puntava a considerareimmodificabili i confini descritti alla fine della seconda guerra mondiale,quindi il dominio su tutto quello e tutti quelli che erano rimasti a “est”.Sarà il caso di ricordare che quella guerra era iniziata per difendere laPolonia e si era conclusa abbandonando la Polonia. Dall’altra parte gli Usa nonerano nemici, perché l’Europa dei Trattati, con l’eccezione della Franciagaullista, fioriva nella serra della Nato.

E oggi?Guardateli, gli antieuropeisti: sono i rampolli dei loro genitori. Vogliono lebarriere, le dogane, i dazi e le protezioni: erano e sono rimasti nemici del mercato,naturalmente sempre in nome degli interessi del popolo (che grazie al mercatoha conquistato ricchezza e sicurezza); erano e sono i militi di una sovranitàparolaia e tonitruante, che resta aria fritta, quando non diventa condottapolitica vera, che porta alla guerra. I fasciocomunisti odierni hanno cambiatoabito, ma non testa. Persi gli universi ideologici hanno ripreso le sembianzeche precedettero la prima guerra mondiale, fidando nel fatto che la memoriaillanguidisce e la scuola non istruisce.

All’esterno lecose sono cambiate. Non c’è più l’Unione sovietica, ma non per questo s’èestinta la storia iniziata con Pietro il grande e, con gli zar o con icompagni, comunque punta ad allargare l’influenza a ovest, mantenendo ilcontrollo dell’est. Certo che con la Russia si devono avere rapporti eintrattenere commerci, ma i putinisti di oggi sono i degni eredi dei comunistidi ieri e dei nazionalismi foraggiati per evitare il coagularsi di una potenzache negherebbe anche solo il disegno e l’aspirazione di crescere verso ovest.Prego ripassare la storia delle repubbliche baltiche, della Polonia odell’Ungheria. La novità si trova oltre Atlantico, non perché sia nuovol’isolazionismo, ricorrentemente presente nella storia degli Usa, ma perché èla prima volta che due presidenze di diverso colore e di contrapposto tenore sisusseguono praticandolo. E se si è isolazionisti si bada più ai commerci chealle potenze militari, fidando che quelle non verranno usate. E se si guardaalle potenze commerciali si osserva che l’Ue è più forte degli Usa. Nel campoeconomico noi siamo più grandi, più ricchi, più commercianti. Il che spiega ilperché di certe parole urticanti, provenienti dalla Casa Bianca.

Quelladell’Unione europea è una storia di successo. Chiunque, dall’esterno, la vedecome tale. Certo, molti sono i problemi e molte le cose che vorremmo cambiare,ma perdere di vista il valore di quel successo significa cedere, primaculturalmente e poi politicamente, ai nemici dell’Europa, che, ieri come oggi,sono i nemici della libertà e del benessere, in nome di miti con i qualiinfiammano una retorica nauseabonda, nel frattempo conquistando i quattrini concui si pagano la bella vita. La loro.

 


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